Con quasi tre secoli e mezzo di storia, il Grand Hotel Les Trois Rois è uno degli indirizzi più antichi e prestigiosi d’Europa, un luogo in cui l’heritage non resta confinato alla memoria ma continua a dialogare con il presente attraverso un’idea di ospitalità colta, precisa e sorprendentemente contemporanea.
Situato lungo lo Schifflände, punto di partenza dei battelli sul Reno, affonda le sue origini nel 1681, quando era conosciuto come Herrenherberge und Gasthof zu den drei Königen, ovvero Ostello e Locanda Ai Tre Re. Nel 1841 l’edificio fu acquistato da Johann Jakob Senn, sarto con una forte passione per i viaggi, che decise di demolire la struttura originaria e ricostruirla in una veste molto più lussuosa, affidando il progetto all’architetto basilese Amadeus Merian. Da quel momento Les Trois Rois si affermò come autentico Grand Hotel, luogo di passaggio e di sosta per statisti, intellettuali e protagonisti della scena artistica internazionale.
Tra il 2004 e il 2006 l’hotel è stato completamente modernizzato e ristrutturato dall’architetto Christian Lang nel rispetto dei principi di conservazione storica. Durante i lavori, l’adiacente edificio della banca del 1903, già sede della Basler Kantonalbank, è stato integrato nel complesso alberghiero preservando il linguaggio architettonico della costruzione principale. L’ultimo progetto, affidato allo studio Herzog & de Meuron, ha ridefinito proprio l’edificio dell’ex banca, conferendogli una personalità autonoma rispetto al palazzo storico e trasformandolo in una sequenza di ambienti capaci di offrire nuove esperienze, nuove atmosfere e un differente ritmo dell’abitare.
The Council, la cigar lounge
Prima a essere realizzata tra le opere di restyling firmate Herzog & de Meuron, The Council è uno spazio pensato per gli appassionati di sigari e custodisce 35 marchi provenienti da sei Paesi. Il fumoir di 40 metri quadrati presenta 570 piastrelle in ceramica su entrambi i lati di pareti alte sette metri, completate da pannelli in legno di quercia su misura e placche in bronzo. Le piastrelle sono state disegnate da Jacques Herzog e dal team di progetto di H&dM in stretta collaborazione con la ceramista Esther Lattner e Kunstbetrieb, realtà locale di Münchenstein specializzata nella realizzazione di opere d’arte. Divani in velluto rosso incorniciano sette tavoli e sgabelli realizzati su misura in noce scuro, mentre le lampade Cappuccetto Rosso, disegnate da H&dM e prodotte da Artemide, aggiungono una nota di ironia colta e sofisticata. Un pavimento in parquet di rovere, due caminetti e ampie finestre che garantiscono luce naturale completano l’ambiente. The Council è aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 24.00 agli ospiti dell’hotel e, in base alla disponibilità, ai clienti del ristorante e del bar.

Suite des Rois
La maggior parte delle 101 camere e suite si trova nell’edificio principale di Blumenrain 8, mentre nel corpo denominato Blumenrain 2 prendono forma le nuove suite realizzate dallo studio Herzog & de Meuron, ambienti che richiamano l’idea di un boudoir francese attraverso l’uso intenso del rosso porpora.
La Suite des Rois, in precedenza Suite Presidenziale situata all’ultimo piano, dove un tempo si trovava la soffitta del palazzo, è stata trasferita nel bel étage, nell’antico appartamento privato del direttore della banca, e dispone oggi di un elegante balcone affacciato su Schifflände. Con la sua fila di stanze lungo tutta la facciata, che racchiude un ambiente centrale con vestibolo e sala da pranzo rotonda, la suite è concepita come un continuum spaziale di ampie dimensioni. Gli arredi creati esclusivamente per questa location, dagli elementi divisori alle tende, permettono di organizzare lo spazio secondo il desiderio dell’ospite.

Lo stesso stile fluido si ritrova nelle quattro junior suite e nelle due camere, pensate come veri open space articolati in aree dedicate al riposo, alla cura di sé e al bagno. Ogni dettaglio, dalla falegnameria agli arredi, fino alla maggior parte dei mobili, è stato progettato e realizzato su misura. Il lampadario Exale in vetro soffiato a mano dall’artigiano Matteo Gonet e progettato da Jacques Herzog appare come un gioiello sospeso sulla zona living. Nicchie in velluto rosso, mobili color mogano e soffitti bianco lucido conferiscono agli spazi una leggerezza giocosa che si distacca dagli interni più classici dell’edificio principale.

Seijaku Wellbeing
All’ultimo piano dell’edificio, Seijaku, che in giapponese significa silenzio, è l’area benessere dell’hotel. Non è semplicemente un rifugio, ma un’immersione nella filosofia giapponese della mindfulness. Tutto si muove attorno ai principi di Yasuragi, Ki e Ichigo-Ichie: armonia, energia e arte di vivere il momento.
Lo spazio comprende sale massaggi, sauna, bagno turco, diverse zone relax con camino e una grande vetrata affacciata su Schifflände. L’interazione tra le massicce travi di quercia nera riempite di argilla e cedro, le pareti e le porte scorrevoli in noce, le installazioni rivestite di carta, i pavimenti con tatami, pietra nuda o assi in legno richiama l’architettura tradizionale degli onsen giapponesi. Sulla terrazza, raggiungibile attraverso una scala, si trova il bagno di vapore da cui si gode una vista a 360 gradi sul Reno e sui tetti di Basilea.

Banks, arte e cibo
Da Banks non si viene soltanto per sedersi a tavola: si condivide, si ride, ci si lascia sorprendere da un’energia che rende ogni piatto parte di un momento da ricordare. La sala del ristorante ruota attorno a un’opera d’arte di Steiner & Lenzlinger, circondata da un mix di lampadari storici e contemporanei. Una serie di specchi riveste il soffitto intonacato di bianco, riflettendo la stanza su sé stessa e amplificando atmosfera e profondità.
Pannelli metallici lucidati e carteggiati ricoprono le pareti, moltiplicando lampadari e opere d’arte. Al centro, una barra di acciaio cromato lucido rimanda ancora lo spazio. Superfici specchiate, velluto e legno di quercia scuro costruiscono un mood che dialoga con il cibo, una cucina fusion con una significativa impronta asiatica.
Al Grand Hotel Les Trois Rois sono presenti anche altri indirizzi gastronomici: Le Cheval Blanc, ristorante gastronomico guidato dallo chef de cuisine Peter Knogl; La Brasserie, con specialità svizzere e francesi in stile brasserie; Le Bar Les Trois Rois, con una proposta ampia che spazia dal light lunch all’afternoon tea, dall’aperitivo al dopocena con cocktail signature e bollicine.

Sale banchetti versatili
Al primo piano, pareti interne e soffitti sono stati eliminati per dare vita a un ambiente ampio e trasformabile, pensato per accogliere banchetti, riunioni, presentazioni ed eventi speciali. Lo spazio può cambiare configurazione grazie a un sistema di grandi pannelli scorrevoli in ottone e velluto, ispirati a motivi storici, che permettono di modulare la sala secondo necessità. Il soffitto, rivestito da una lacca bianca lucida, crea una superficie riflettente che amplifica luce e profondità, aggiungendo un tocco di eleganza contemporanea.
L’hotel è impreziosito dalla presenza di composizioni floreali di diverse tipologie e colori, capaci di portare gioia e vitalità agli spazi. Le decorazioni provengono da Fleurs des Rois, il negozio di fiori e accessori situato poco distante, in Stadthausgasse 7, e di proprietà dello stesso hotel.

Fonti e immagini: Testo di Isabella Radaelli. Photo credits Grand Hotel Les Trois Rois e Herzog & de Meuron, come indicato nelle didascalie. Tutti i diritti sulle immagini sono riservati ai rispettivi titolari.



